domenica 15 giugno 2014

I'll wait

Ti ho sempre amata, ti amerò sempre.
Spero che non maltratterai questo cucciolo, ogni volta che abbraccerai lui, sentirai di abbracciare me, ma d'altronde io non andrò via per sempre, ogni volta che mi cercherai, ci sarò.

Rowan


Finalmente sono riuscita a chiudere occhio, credevo che il sonno non mi avrebbe più cercata per un po e invece...
Avverto il calore di due braccia che mi stringono, il battito di un cuore sotto al mio capo, oltre quel petto muscoloso che mi fa sentire al sicuro come se il mondo al di fuori non esistesse e sto bene, per la prima volta da giorni sto bene.
Il profumo del mio Raggio di Sole è familiare, pacifico, sensuale, protettivo e quando apro di nuovo gli occhi per un momento ho la sensazione che sia li a guardarmi, a stringermi, i suoi occhi mi osservano e sulla mia fronte viene depositato un bacio che sa di amore.
Il sonno è svanito di nuovo, quello che sembrerebbe un sogno è diventato un incubo, qui con me non c'è nessuno... Rowan non c'è.
Yahn nemmeno è più qui, sarà in camera sua a dormire adesso, non voglio svegliarlo.


Vuoi che resti con te stanotte?

No Eddie vai...


Vorrei dire ad Eddie di restare, di restare questa notte, di restare domani, di restare ogni notte, di aiutarmi a combattere questo vuoto ma non lo faccio, non posso. E così Eddie va via lasciandomi da sola. Devo abituarmi a questo nuovo stato di cose, devo abituarmi a non avere più il corpo caldo di Rowan accanto a me la notte, a tornare a casa e non trovare lui ad attendermi con le sue favole, i suoi sogni, le sue speranze sul futuro.
Mi ha sorriso quando è andato via, e mi ha baciata come se non ci fosse nient'altro oltre che noi due al mondo.


Ti amo 


Vuoi sposarmi Daphne?

Si...

Tornerò, te lo prometto.



mercoledì 11 giugno 2014

Give me love

Give me love, cos lately I’ve been waking up alone. The pain splatter tear drops on my shirt and I told you I’d let them go and that I find my corner.
Maybe tonight I’ll call you after my blood, turns into alcohol...

No, I just wanna hold you


Give a little time to me. We’ll burn this out, we’ll play hide and seek to turn this around and all I want is the taste that your lips allow.

Give me love like never before cos lately I’ve been craving more. And It’s been a while but I still feel the same...

Maybe I should let you go




sabato 7 giugno 2014

Madness and Chocolate

Come stai, oggi?
Non sei pazza, e non lo sei mai stata. Sei colei che porta armonia in un branco di bestie fameliche.
Distruggi quella clinica, nella realtà o nella tua mente, purché tu la distrugga.
Questi sono i farmaci che meriti: utilizzali per curare i tuoi incubi.

Lars


mercoledì 4 giugno 2014

You will'survive

Sopravviverai.

Sinceramente Abe in questo momento non so nemmeno chi sono.

Sei Daphne Kim, l'unica amica che ho.

Fanculo Abe

Figurarsi se mi odiavi

Ma che diamine ti è saltato in mente?

La Vodka parla per me, una Yiji non risponderebbe mai in questo modo e alla fine l'unico barlume di razionalità rimastomi risponde per me.

Magari potevi ricordartelo prima, no?

Spengo il c-pad, questa notte non voglio sentire nessuno. Raggiungo il letto, la bottiglia ormai vuota è rovesciata per terra come le mie scarpe, i miei vestiti e tutti i vasi che ho incontrato strada facendo. I cocci rassomigliano ai frammenti del mio cuore e della mia mente, distrutti sul pavimento della clinica Bedlam in cui ho lasciato l'anima solo qualche ora fa.

Forse ti piaceva restare qui quando ti ci portavano, forse eri davvero pazza.

Queste parole rimbalzano nella mia mente e nuovamente ho voglia di distruggere qualcosa, ma i vasi sono finiti, la Vodka è terminata e io ho sonno. La stanza gira attorno a me e continua a girare anche quando chiudo gli occhi.
Li riapro e sono in piedi su di una lastra di ghiaccio e il volto di Dragan Momic mi oltrepassa mentre il suo mauler massacra senza pietà 22 corpi, io sono tra quelli. I colpi trapassano il mio ventre, il mio petto, il mio volto e il ghiaccio si rompe sotto di me, l'acqua mi avvolge ma una mano mi afferra prima che sia troppo tardi, mi tira e Sum troneggia su di me con il suo sguardo vitreo e il volto livido.

Sei già morta Daphne Kim. 

La sua voce impastata dal vino martella nella mia mente e un sorriso malefico si affaccia sulle sue labbra morte. Ho il tempo di vedere solo questo prima che le tenebre l'avvolgano sostituendo quel cadavere con un altro morto, con un altro mostro, con un altro ricordo... nelle mani del dottore vedo tre pillole, due rosa e una blu.

Prendile bambina starai meglio.

Ed io le prendo, le ingoio tra le lacrime lasciandole scendere nella mia gola, tutto attorno a me diviene sfocato, pochi istanti e poi più nulla: le pillole hanno fatto il loro effetto. Fino a che davanti a me non compare una bambina dagli occhi verdi e dai capelli neri, mi fissa con attenzione con lo sguardo perso nel vuoto. Allungo la mia mano verso lei che segue il mio movimento facendo lo stesso ma non arrivo a toccarla, qualcosa ci separa, una lastra di vetro sottile mi impedisce di afferrarla. Una porta dietro di lei si apre ed io riconosco la figura che fa capolino al suo interno.

Papà...

Il volto della bambina diventa una maschera di terrore, ma mi accorgo che non si è voltata, non l'ha visto, lei è me, lei è il mio riflesso o meglio, io sono il suo.

No, non lo fare! Non lo fare papà! Lasciala! Va via! Lasciala!

Batto i pugni contro quello specchio, le lacrime che bagnano il mio viso sono sale e sangue e odio e rabbia e frustrazione e dolore. Il vetro si crepa sotto i miei colpi fino a che non esplode in mille pezzi che ricadono attorno a me tramutandosi in pozzanghere di sangue rosso e scuro, oltrepasso quei cocci e non c'è più nulla, ci sono solo io a 7 anni, accovacciata per terra che stringo le mie gambe e singhiozzo. 
Lentamente prendo quella bambina tra le braccia e la cullo dolcemente accarezzandole i capelli come farebbe una mamma con la sua bambina. Vorrei dirle tante cose, vorrei dirle che diventerà una donna potente, che crescerà forte come una roccia e che riuscirà a non fermarsi davanti a nulla, ma non posso farlo, non diventerebbe quella che è ora.

Sopravviverai.

Una realtà, una promessa, e l'unica cosa che riesco a dire. Sopravviverà e dovrà a tutto questo dolore la forza di chi è capace di combattere contro il mondo.


sabato 24 maggio 2014

Harmony

Ed è soprattutto da te che dipende l'armonia interna qui dentro. Stai offendendo te stessa, Daphne, stai sminuendo la tua forza, il tuo carattere, e tutto quello che sei in grado di fare. Tu ed io ci siamo offerti come guide, io posso essere in grado d'organizzare e di controllare che tutto sia in ordine, ma chi porta armonia sei tu, Daphne.

Le parole di Lars mi rimbombano ancora nella mente quando riapro gli occhi e la luce nella mia camera mi sorprende. Quanto ho dormito? 
Cerco di fare chiarezza nella mia mente, come sono arrivata fin qui? Devono essere stati Lars ed Yahn a portarmi nel mio letto ieri notte, immagino di essere crollata ma non riesco a ricordare in quale momento, di cosa stavamo parlando?
Il mal di testa si fa strada nei miei pensieri mentre mi metto seduta tra le coperte di seta che mi scivolano addosso, ed è proprio in quel momento che noto una figura distesa sul pavimento, sobbalzo ma poi la riconosco.


Yahn?

Yahn è li che dorme profondamente sul tappeto facendolo quasi sembrare la cosa più comoda sulla quale si sia mai steso tanto che se ne sta beato, immerso in chissà quali sogni. Scendo piano dal letto e mi ci avvicino, sono ancora stanca, sfiancata dalla nausea, ma il sonno mi ha dato un po di forza.


Yahn svegliati...

Mormoro al suo orecchio dopo essermi accovacciata accanto a lui, con la mancina gli accarezzo una spalla fino a che un respiro un po più profondo non mi lascia intendere che si, si è svegliato.


Sali sul letto.

La luce che entra dalle vetrate rischiara il volto dell'accompagnatore addormentato che è rimasto a vegliare su di me e sulla mia salute per tutta la notte. Rivedo nei suoi occhi grigi baciati dal sole dell'alba la tristezza e la paura che non sono ancora andati via. Yahn si è risvegliato e con lui tutte le sue paure.
Accarezzo il suo viso e scivolo giù fino a raccogliergli la mano, mi alzo e lui mi segue e quando ritorno sul letto lui mi raggiunge.
Apro le mie braccia e Yahn poggia il capo sul mio petto, ha già chiuso gli occhi per addormentarsi di nuovo ed io resto a contemplarlo come se fosse un bambino in quell'abbraccio talmente candido da non lasciare nemmeno un'ombra di malizia.


Ti proteggerò sempre. Vi proteggerò sempre, promesso.

I baci di Rowan, le parole di Lars, l'abbraccio di Eddie, mi rimbalzano nella mente mentre osservo Yahn che scivola nei sogni, l'unico luogo in cui non posso proteggerlo, ma resto vigile ad attendere... e forse il buio non è poi così impenetrabile.


Ci prenderemo cura di te.

E io di voi.

mercoledì 14 maggio 2014

Condemned

Lei ha dovuto fare ogni guerra per essere così forte oggi,
Lei ha dovuto fare tutte le guerre della vita... e anche l'amore.


Daphne devi smetterla di farti male da sola, vuoi farmi morire di paura?

La voce di mio padre arriva alle mie orecchie ovattata, sono ancora assopita, frastornata dalle botte e dalla violenza che si è riversata su di me. Non è la prima volta e non sarà nemmeno l'ultima.

Non si preoccupi Mr Kim, ci penseremo noi a sua figlia.

Non riesco a capire di chi sia la voce, è tutto tremendamente irreale, cerco di muovermi ma qualcosa mi blocca.
Avverto un rumore di rotelle che stridono contro la pavimentazione asettica della clinica Bedlam e mi rendo conto che stanno spostando il mio lettino, attraversiamo il lungo corridoio dalle porte chiuse, le stanze che nascondono contengono segreti che non possono essere svelati al mondo intero.
Quando finalmente giungiamo in quella che sarà la mia camera per qualche tempo vengo lasciata li per ore, non so per quanto, non ci sono finestre, non ho punti di riferimento: probabilmente un'ora, un giorno, una settimana.. Quando finalmente si degnano di venire da me un'infermiera arcigna mi sveglia con qualche buffetto, mi fa sedere sul lettino e va via, tutto in silenzio, nessuno deve parlare con me, è la regola di mio padre.
Finalmente il Dottor Shane entra in camera con un bicchiere d'acqua e tre pillole in mano, due azzurre e una rossa.

Ci rivediamo bambina, proprio non vuoi smetterla di farti del male, guarda cosa ti sei combinata.

Non sono stata io, e lei lo sa.

E invece si piccola mia, smettila con queste fantasie, sai che ti renderebbero la permanenza qui più difficile.

Io non voglio stare qui.

Ma devi, quelli come te hanno bisogno di aiuto e nessuno crederà alle tue fantasie qui dentro.

Mi porge il bicchiere e le pillole, scuoto il capo, non le voglio, non sono malata, non mi sono fatta del male da sola, "è stato mio padre" vorrei urlare, ma non posso, nessuno mi ascolterebbe e così, come ho fatto tante volte, sono costretta ad inghiottire le lacrime e quelle medicine. Il resto si fa confuso... il resto è buio.

Mi sveglio da un incubo, il cuscino bagnato dalle mie lacrime, il sudore che scivola su di me, le mani che tremano, mi guardo intorno, è la mia camera, mia è di nessun altro.
Poso gli occhi sulla volpe che ha intagliato per me John e poi sulla spilla di Shawn e una fitta di dolore si impadronisce di me, non ci sono più, non ci saranno più.
Sul tavolino al centro della sala ci sono i fiori di Brendan, alla fine Celia li ha riportati in camera e nuovamente torna tutto ad essere confuso, Yahn, Brendan, la rabbia...

è quasi come se non avessi rispetto per la fiducia che gli altri ripongono in te.

Quelle parole rimbombano nella mia mente, martellano la mia testa senza pietà, ma infine la vedo, vedo quella bambolina accanto a me, un regalo di una bambina di Bullfinch e forse.. forse c'è speranza.

*****
Il dottor Shane morì molti anni dopo quando Daphne era già una Yiji. Una dose eccessiva di farmaci stroncò la sua vita proprio poco prima di veder nascere il primo nipote, erano pillole azzurre e rosse. Fu un suicidio, l'autolesionismo e la depressione sono difficili da essere domati.